Poiché queste modifiche sono una conseguenza di criteri diversi, come resistenza al mezzo, temperatura, pressione e modo di installazione, nella scelta dei materiali si deve determinare quale è il più indicato. Tuttavia sono spesso necessari determinati compromessi, poiché non possono essere rispettate tutte le esigenze richieste al materiale.
Scelta del materiale di base
Per la scelta del materiale di base vengono prese fondamentalmente in considerazione la resistenza al mezzo e quella alla temperatura. Altri parametri d'impiego, come la pressione ed il modo di montaggio, richiedono spesso dei provvedimenti costruttivi.
Dati sull'impiego continuativo nel campo delle alte temperature
Si parla di impiego continuativo a partire da 50 ore di permanenza in temperatura. Con durate d'impiego più brevi sono possibili anche temperature superiori a quella dell'impiego per temperatura continuativa. Questi dati sono solo indicativi e possono essere modificati dal mezzo da contenere.
Durata di funzionamento in funzione della temperatura
Durante l'impiego, i materiali non resistenti mostrano un rigonfiamento per effetto chimico ed un rammollimento a questo connesso. Questo comporta un peggioramento delle caratteristiche meccaniche (forza antagonista) e, specialmente con applicazione di pressione, gli O-Ring tendono ad una estrusione nell'interstizio. Determinati mezzi possono anche provocare la fuoriuscita del plastificante dall'elastomero. Questa estrazione provoca il ritiro dell'O-Ring e la riduzione della compressione. Questo aumenta sensibilmente il pericolo di perdite.
A seconda dell'impiego, statico o dinamico, possono essere accettate determinate modifiche di volume:
Il ritiro deve essere evitato in entrambi i tipi di applicazione.
EFFETTI CHIMICI
La compatibilità dei mezzi può essere desunta in generale dalla «Lista della resistenza chimica». In aggiunta, alcune informazioni in proposito. Molti fluidi penetrano nell'elastomero e ne causano così il rigonfiamento. Un leggero aumento di volume deve essere accettato in ogni caso e se ne è già tenuto conto nel dimensionamento delle sedi degli O-Ring. Tuttavia, il rigonfiamento da luogo ad una maggiore superficie di contatto e ad un aumento della forza di compressione. Questo aumenta l'attrito nell'impiego dinamico. Tuttavia, un mezzo lubrificante diffuso può migliorare le caratteristiche lubrificanti. Il rigonfiamento ha luogo di regola fino ad una saturazione dipendente dalla temperatura e viene misurato in percentuali volumetriche. Un forte rigonfiamento peggiora tutti i valori fisici dell'elastomero in modo all'incirca proporzionale all'aumento di volume. Alcuni mezzi danno luogo anche all'estrazione di sostanze solubili (specialmente plastificanti) dall'elastomero, che ha come conseguenza un ritiro (diminuzione di volume) dell'O-Ring, connesso ad un forte aumento della durezza.
Resistenza all'acqua fredda, calda ed al vapore
La maggior parte degli elastomeri può essere impiegata con acqua fredda. Al contrario, a contatto con acqua calda > 100° C, sono da preferire i materiali EPDM, MVQ ed HNBR. Con vapore si devono impiegare EPDM o compounds speciali di FPM, MVQ o FFKM resistenti al vapore.
Resistenza all'olio
La resistenza degli elastomeri agli oli minerali non è una cosa ovvia. Per il rigonfiamento è in massima parte responsabile l'aliquota aromatica degli oli, che viene espressa dal cosiddetto punto di rinvenimento. Quanto più elevato è il punto di rinvenimento di un olio, tanto minore è il suo effetto sull'elastomero. Gli oli a base paraffinica hanno un punto di rinvenimento elevato, quelli a base naftenica ne hanno uno medio e quelli a base aromatica uno basso.
Compatibilità con grassi lubrificanti
I grassi lubrificanti sono costituiti essenzialmente da un liquido di base e da un ispessitore. Come liquidi di base vengono impiegati oli minerali o anche prodotti sintetici, come esteri, oli al silicone ed appropriati prodotti di polimerizzazione. Gli ispessitori possono essere di natura organica od inorganica. Gli ispessitori organici più usati sono saponi, prevalentemente a base di litio, sodio, potassio e calcio. Determinante per l'effetto dei grassi lubrificanti è la base del liquido di base. I grassi lubrificanti a base di oli minerali richiedono degli elastomeri resistenti agli oli minerali, come NBR (fino a +100°C), HNBR (fino a +150°C) o FPM (fino a +200°C). Con grassi lubrificanti a base di oli al silicone possono essere utilizzati praticamente tutti gli elastomeri, ad eccezione degli elastomeri al silicone.
Il diagramma sottostante mostra le principali proprietà elettriche dei nostri materiali standard. Si tratta qui di valori indicativi, determinati su materiale in lastra, senza sollecitazione meccanica.
Le proprietà elettriche degli elastomeri non dipendono solo dalla base in gomma, ma anche dal tipo e dalla quantità degli additivi, soprattutto plastificanti e riempitivi. Nella scelta dei plastificanti vengono preferiti gli oli minerali ad alta viscosità. Speciali tipi di riempitivi, come per esempio il talco, l'ossido di titanio, il caolino duro ed il caolino cotto, aumentano la resistenza d'isolamento. Le fuliggini non sono adatte come riempitivi per miscele isolanti. All'aumentare del dosaggio, le fuliggini riducono ampiamente la resistenza d'isolamento delle miscele di gomma, di modo che possono essere prodotti dei materiali elastomerici conduttori. Per questo scopo sono particolarmente indicati i riempitivi conduttori come le fuliggini di acetilene.
Impiego nel vuoto
La tenuta del vuoto è uno dei tipi di tenuta più difficili. La maggior parte delle perdite ancora individuabili, con sede di tenuta correttamente eseguita, è da attribuire ad una permeabilità dell'elastomero. Con vuoto spinto si deve inoltre tenere conto di una perdita di peso dell'O-Ring per estrazione di sostanze liquide. Per gradi di vuoto normali (fino a 10 ⁻⁵ mbar) possono essere impiegati tutti i nostri materiali standard. Nel campo del vuoto spinto (da 10 ⁻⁶ a 10 ⁻⁹ mbar) hanno dato buona prova le qualità FPM, CR ed FFKM. Nel campo dell'UHV (vuoto ultraspinto) si deve impiegare solo FPM ed FFKM, a seconda della temperatura.
Tasso di assorbimento in funzione della temperatura
Sollecitazione a pressione
Per impiego statico, e se il gioco di accoppiamento può essere ridotto a zero, gli O-Ring possono essere impiegati fino a pressioni di circa 2000 bar. Tuttavia, con queste pressioni si deve tenere conto, a seconda delle elastomero, di elevati tassi di diffusione (anche con liquidi). In applicazioni dinamiche e movimenti alternativi possono presentarsi pressioni fino a 350 bar, con rotazioni fino a circa 3 bar. In caso di variazioni di pressione si deve fare attenzione al fatto che l'elastomero, a causa della sua inerzia, può tendere a causare perdite. Nel contenimento di gas, insieme a riduzioni di pressione estremamente rapide, si può osservare alla superficie della maggior parte degli elastomeri la formazione di bolle, prodotte da particelle di gas che possono uscire dall'O-Ring dopo la riduzione di pressione. In alcune condizioni queste bolle possono scoppiare, distruggendo così l'O-Ring (decompressione esplosiva).
Alte temperature
Elevate temperature in servizio continuativo, specialmente in aria, fanno invecchiare l'elastomero, in parte mediante ossidazione ed in parte mediante una lenta continuazione della vulcanizzazione. Questo ha per lo più come conseguenza una aumento della durezza ed una diminuzione della dilatabilità e dell'elasticità. I nostri O-Ring vengono normalmente trattati dopo lo stampaggio, per evitare un aumento incontrollato della durezza. Il diagramma seguente mostra per il materiale NBR 70, rappresentativo per molti materiali, di quale aumento della durezza si deve tenere conto con la corrispondente sollecitazione termica.
Aumento della durezza (Valori misurati dopo raffredamento a +20°C)
Ad invecchiamento avvenuto, alla superficie dell'O-Ring si presentano delle fessure dovute all'ossidazione, ma il materiale all'interno rimane morbido e flessibile. Il tempo fino al presentarsi delle fessure con una determinata temperatura vale come misura di confronto per la resistenza all'invecchiamento. L'influsso dell'effetto termico a lungo tempo sulla deformazione residua a compressione è deducibile dal diagramma seguente. Si deve notare che qui si tratta di valori effettivamente misurati su provini (materiale in lastre, non qualità di serie).
Influenza sulla deformazione residua a compressione (dopo 24 h di compressione)
Con temperature al di sopra di 180° C possono essere usati in servizio continuativo solo i materiali FPM, MVQ ed FFKM. Il diagramma sottostante indica in che misura si modifica l'aumento della deformazione residua a compressione dopo 70 ore di compressione.
Aumento della deformazione residua a compressione (dopo 70 h di compressione)
Temperature elevate per breve tempo rendono teneri e flessibili gli elastomeri e ne riducono la flessibilità e l'elasticità. In questo caso, le modifiche delle caratteristiche fisiche sono reversibili. Il diagramma sottostante mostra che il materiale FPM può essere utilizzato per breve tempo a temperature molto elevate con i mezzi corrispondenti. La curva mostra la deformazione residua a compressione del 100%.
FPM / FKM Viton ad alte temperatura
Tutti i valori riportati in questo diagramma si riferiscono a condizioni di temperatura costanti. Si deve osservare che gli elastomeri con grande deformazione residua a compressione tendono a perdite di breve durata con cambiamento di temperatura. I cambiamenti di temperatura con punte di temperatura di breve durata hanno un effetto limitato sulla deformazione residua a compressione. Nell'impiego dinamico, per stabilire la temperatura effettiva che si presenta all'elemento di tenuta si deve assolutamente tenere conto del riscaldamento per attrito. La dilatazione termica degli elastomeri è molto superiore a quella dei metalli. Essa viene già considerata nel dimensionamento delle sedi degli O-Ring. Con sollecitazioni termiche di lunga durata si deve tenere conto che, a causa della dilatazione termica, può presentarsi un attrito maggiore. Il diagramma seguente mostra la dilatazione termica dei nostri materiali standard confrontato con quello dei materiali da costruzione che si presentano più spesso.
Dilatazione termica
Con sollecitazione dinamica degli O-Ring si deve porre anche attenzione ad una buona eliminazione del calore. La conducibilità termica dell'acciaio da costruzione è circa 200 volte superiore a quelle degli elastomeri. Se si riscalda un O-Ring teso al diametro interno, aumenta la sua forza di tensione, ossia tende a restringersi. Questo comportamento degli elastomeri si chiama effetto Joule. Esso viene giustificato dal fatto che, con temperatura elevata, il modulo di elasticità E degli elastomeri aumenta. Con impiego dinamico e sede ricavata nella parete del cilindro si deve quindi fare attenzione a far si che l'O-Ring sia piuttosto ricalcato al suo diametro interno.
Basse temperature
A basse temperature gli elastomeri diventano più duri e più rigidi, e la compensazione di deformazioni avviene più lentamente. Nei nostri materiali non ha luogo alcuna cristallizzazione, ossia le proprietà meccaniche riprendono i loro valori normali dopo il riscaldamento a temperatura ambiente. Come misura della resistenza al freddo degli elastomeri valgono le temperature alle quali i provini raggiungono una rigidità pari a 2 volte (T2), 5 volte (T5) o 10 volte (T10) quella a temperatura normale. La temperatura alla quale il provino diventa duro come vetro e si rompe per fragilità sotto carico viene chiamata «brittle point» (punto di fragilità). Il diagramma seguente mostra il comportamento dei nostri materiali a basse temperature. Gli O-Ring non dovrebbero essere previsti per applicazioni al di sotto del punto T2 in servizio statico, e T₅ in servizio dinamico.
Irrigidimento a freddo
Valore indicativo a freddo TR10 secondo ASTM D1329
La prova viene descritta come segue:
Deformazione permanente (Compression-Set)
La deformazione residua a compressione definisce la deformazione permanente di un elastomero dopo il cessare della sollecitazione. La prova ha luogo secondo DIN 53517 oppure ASTM D395/B. Quanto minore è la deformazione residua in %, tanto più grande viene giudicato il grado di qualità del materiale. Il Compression-Set viene eseguito su provini normali o su O-Ring finiti. Lo spessore minimo è di 6 mm e la deformazione di prova con 70 IHRD/Shore A è il 25% dello spessore, oppure altezza, iniziale. Le misure su O-Ring con diametro di corda inferiore evidenziano altri valori e non sono precise. I valori specificati nei fogli dati dei materiali sono stati misurati su provini normali di 16 mm di diametro e con uno spessore di 6 mm. Il Compression-Set dipende in larga misura dalla temperatura. Se degli elastomeri vengono impiegati per lungo tempo al di sopra della temperatura consigliata, si possono rilevare dei valori fino al 100% della deformazione permanente.
Prova secondo DIN 53517 o ASTM D395/B
h1 – altezza dell'O-Ring o del provino deformato
h2 – altezza dell'O-Ring o del provino dopo un tempo di distensione di 0,5h
Compression-Set DVR = |
h0- h2 |
-------- x 100 (%) |
|
h0-h1 |
I diagrammi seguenti mostrano le curve di Compression-Set a diverse temperature. Sono stati provati i materiali NBR, EPDM ed FPM durante 8 settimane.
a +135 °C
a +150 °C
Il diagramma seguente mostra le curve di Compression-Set con diversi diametri di corda d2. È stato provato NBR a +100° C.
a 100 °C
Elastomero acrilonitrilebutadiene NBR
A causa della sua buona resistenza alla maggior parte degli oli e grassi su base di olio minerale, NBR è il materiale impiegato più spesso nella tecnica delle tenute. Il campo di utilizzazione termica è normalmente compreso tra – 30° C e +100° C, per breve tempo +130° C. Miscele speciali di NBR sono utilizzabili fino a – 55° C. Il contenuto di acrilonitrile può essere compreso tra 18 % e 50 %. I contenuti più frequenti vanno dal 28 % al 38 %. Con l'aumentare del contenuto migliora la resistenza agli oli e grassi minerali, ma contemporaneamente si riduce la flessibilità e con questo la resistenza alle basse temperature. La deformazione residua a compressione aumenta col contenuto di acrilonitrile.
Elastomero al fluoro FPM
FPM si distingue per la sua elevata resistenza alla temperatura, alle intemperie, all'ozono ed alle sostanze chimiche. Il campo di utilizzazione termica arriva fino a + 200° C, per breve tempo a + 250° C. FPM è altamente resistente a quasi tutti i fluidi idraulici su base di olio minerale e sintetico. Si devono fare delle limitazioni per l'impiego con acqua calda, vapore ed a basse temperature. A causa della limitata flessibilità a freddo ed alla piccola resistenza all'acqua calda ed al vapore, per questo impiego si devono scegliere dei materiali speciali.
Elastomero al silicone MVQ
MVQ si distingue specialmente per il vasto campo termico di applicazione. Degli ulteriori vantaggi sono la flessibilità a freddo molto buona, la buona resistenza all'ozono e le buone proprietà dielettriche. La penetrabilità ai gas è peggiore di quella di altri elastomeri. La temperatura d'impiego è compresa tra – 60° C e + 200° C, per breve tempo + 250° C.
Elastomero etilenepropilenediene EPDM
Gli elastomeri EPDM (reticolati con perossido) sono molto resistenti all'ozono, all'invecchiamento ed alle intemperie. È molto buona anche la resistenza all'acqua, all'acqua calda ed al vapore. Non resistono agli oli e grassi minerali. Buona compatibilità con sostanze chimiche. La temperatura d'impiego è compresa tra – 40° C e +160° C, per breve tempo fino a +180° C.
Elastomero cloroprene CR
Gli elastomeri CR si distinguono con buona resistenza all'ozono, all'invecchiamento ed alle intemperie. Buona resistenza ai liquidi refrigeranti ed all'acqua. Resistenza media o cattiva agli oli minerali ed i carburanti. La temperatura d'impiego è compresa tra – 40° C e +100° C, per breve tempo +120° C.
Elastomero acrilonitrilebutadiene idrogenato HNBR
L'HNBR viene ottenuto mediante idrogenazione parziale o totale dei componenti a doppio legame del butadiene in NBR polimerizzati. Con questo processo viene incrementata la resistenza alla tempe ratura ed ai mezzi rispetto all'NBR. Vengono migliorate anche le prestazioni meccaniche e la resistenza all'abrasione. L'HNBR aumenta costantemente la sua importanza nella moderna tecnica delle tenute. Il campo d'impiego termico è compreso tra – 40° C e +150° C, per breve tempo fino a +175°C.
Elastomero al fluoro-silicone MFQ
Le proprietà meccaniche e fisiche del fluorosilicone sono comparabili a quelle del silicone (MVQ). Al contrario, il fluorosilicone (MFQ) ha, in confronto al silicone (MVQ) una minore resistenza alla temperatura, ma una resistenza molto maggiore ai carburanti ed agli oli minerali. La temperatura d'impiego è compresa tra – 60°C e +175° C, per breve tempo fino a + 200° C.
Elastomero perfluorurato FFKM
L'FFKM possiede all'incirca la stessa resistenza chimica del PTFE e le caratteristiche elastiche dell'elastomero fluorurato FPM e si distingue con una elevata resistenza alla temperatura, all'ozono, alle intemperie ed all'invecchiamento. Il campo d'impiego termico arriva fino a + 315° C, per breve tempo fino a + 350° C. Nel campo di temperature al di sopra di + 200° C, l'FFMK evidenzia una deformazione residua a compressione molto bassa e costante.